Risarcimento del danno da perdita del congiunto

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La Corte di Cassazione

La perdita di una persona cara implica necessariamente una sofferenza morale, la quale non costituisce un danno autonomo, ma rappresenta un aspetto – del quale tenere conto, unitamente a tutte le altre conseguenze, nella liquidazione unitaria ed omnicomprensiva – del danno non patrimoniale. Nella valutazione dell’entità del danno da perdita di congiunto occorre considerare l’età della persona deceduta e dei figli superstiti, la composizione del nucleo familiare ed il rapporto di convivenza.

La sofferenza provata dal convivente “more uxorio”, in conseguenza dell’uccisione del figlio unilaterale del partner, è un danno non patrimoniale risarcibile soltanto se sia dedotto e dimostrato che tra la vittima e l’attore sussistesse un rapporto familiare di fatto, il quale non si esaurisce nella mera convivenza, ma consiste in una relazione affettiva stabile, duratura, risalente e sotto ogni aspetto coincidente con quella naturalmente scaturente dalla filiazione.

Il risarcimento del danno non patrimoniale per la perdita del congiunto deve intendersi comprensivo di ogni profilo non patrimoniale e, quindi, non solo della sofferenza conseguente alla scomparsa della persona amata, ma anche della perdita di ogni utilità personale che dalla persistenza del rapporto familiare sarebbe derivata.

Il danno da perdita del rapporto parentale o c.d. esistenziale consiste nello sconvolgimento dell’esistenza sostanziantesi nello sconvolgimento delle abitudini di vita, con alterazione del modo di rapportarsi con gli altri nell’ambito della comune vita di relazione – sia all’interno che all’esterno del nucleo familiare – in fondamentali e radicali scelte di vita diversa. (Nella fattispecie tale danno è risultato integrato dallo sconvolgimento della vita subito dal coniuge a causa della morte dell’altro coniuge, deceduto in conseguenza di sinistro stradale).

La liquidazione del danno non patrimoniale, subito dai congiunti in conseguenza della uccisione di un familiare deve tenere conto della intensità del relativo vincolo, della situazione di convivenza e di ogni ulteriore utile circostanza, quali la natura del vincolo, le abitudini di vita e la situazione di convivenza.

I nonni della vittima di un incidente stradale sono legittimati “iure proprio” a costituirsi parte civile per il risarcimento dei danni patrimoniali e morali, a prescindere dall’esistenza di un rapporto di convivenza con la vittima medesima.

(a cura della Redazione PlusPlus24 Diritto – Quotidiano del Diritto)

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Se anche i giudici frodano le assicurazioni…

Se anche i giudici frodano le assicurazioni...        Il giudice di pace di Angri (SA), arrestata negli scorsi giorni, faceva parte di un’organizzazione criminale che per sei anni ha frodato le assicurazioni simulando falsi incidenti

Con un giudice dalla propria parte, per questa banda criminale era davvero un gioco da ragazzi inventare falsi incidenti per frodare le assicurazioni. E infatti le truffe sono andate avanti indisturbate per almeno sei anni, quasi tutte nel comune di Nocera Inferiore, in provincia di Salerno. Fino all’arresto del giudice di Pace di Angri, Veronica La Mura, per anni in servizio al tribunale di Amalfi, accusata di associazione a delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio, false perizie e frode ai danni di numerose compagnie assicurative.
Secondo quanto ricostruito dalla Procura di Napoli, sezione reati contro la Pubblica amministrazione, la donna faceva parte di una organizzazione e di ‘specialisti’ in grado di creare pratiche per falsi incidenti stradali e truffare così le compagnie assicurative, con l’ottenimento di risarcimenti di danni. Come riporta il Corriere del Mezzogiorno, già nei mesi scorsi erano stati individuati e arrestati avvocati e finti testimoni; negli scorsi giorni la svolta e l’arresto anche del giudice. Tutti i sinistri liquidati infatti venivano decisi da La Mura che era, secondo la Procura, pienamente inserita nel sistema truffaldino, dove le stesse persone di volta in volta assumevano ruoli diversi nell’ambito delle pratiche: chi era conducente poi diventava il ferito, chi invece era ferito addirittura avvocato difensore

Rc auto: da oggi il contrassegno diventa digitale

01/04/2015 | D’ora in poi sarà sufficiente indicare il proprio indirizzo mail per poter ricevere tutta la documentazione necessaria ed essere identificati automaticamente dagli organi di controllo

Da oggi, primo aprile, il contrassegno cartaceo rca auto va in pensione, o meglio diventa “digitale”. Addio dunque a documenti e incartamenti da firmare e poi spedire e stop ai pagamenti da effettuare esclusivamente in filiale: d’ora in poi sarà sufficiente indicare il proprio indirizzo mail per poter ricevere tutta la documentazione necessaria via telematica ed essere identificati automaticamente dagli organi di controllo.

Il nuovo regolamento prevede alcune novità. La più rilevante è indubbiamente l’introduzione del tagliando elettronico tramite il sistema “Targa System“, in vigore a partire dal mese prossimo. La targa dell’automobile fungerà da vera e propria “carta d’identità” del veicolo, per mezzo del controllo incrociato delle informazioni contenute nei database delle Agenzie delle Entrate, delle forze dell’Ordine e dei ministeri. Questo sistema consentirà di monitorare automaticamente ogni vettura in circolazione, comunicando i risultati ai terminali della Polizia.

Le sanzioni saranno di 841 euro e sequestro del veicolo in caso di assicurazione scaduta, sospensione della patente e confisca del veicolo in caso di assicurazione falsa o contraffatta, 168 euro in caso di mancata revisione.

La consegna dei tagliandi elettronici sarà effettuata per via telematica ad una distanza di almeno 30 giorni dallo scadere del contratto. Il tagliando verrà messo a disposizione nell’area riservata cliente presente nel sito dell’agenzia assicurativa, nella quale il contraente potrà anche richiedere la consegna per altre vie telematiche come ad esempio social network, posta elettronica o anche app per device mobili. Gli automobilisti dovranno dotarsi di posta elettronica semplice o certificata.

L’Ivass ha dato 6 mesi di tempo dall’entrata in vigore del regolamento come termine massimo per potersi adeguare, vale a dire sino al prossimo 31 ottobre.

La dematerializzazione dell’attestato di rischio sarà molto utile nella lotta contro le frodi legate alla falsificazione degli attestati in forma cartacea