Carrozzieri in rivolta contro le assicurazioni

Un pool di avvocati scende in campo per tutelare 1500 aziende. E il Friuli Venezia Giulia si ritrova a fare da apripistaUn carrozziere al lavoro

TRIESTE. La crisi, certo. Ma anche la perdurante «posizione dominante», così la chiamano gli imprenditori del settore, delle assicurazioni. Gli autoriparatori del Friuli Venezia Giulia (oltre 1.500, con 5mila addetti al lavoro tra gommisti, meccanici, elettrauto e carrozzieri), messi in ginocchio dal combinato disposto, decidono di affidarsi agli avvocati. A un pool addirittura: 11 professionisti distribuiti nelle quattro province della regione (6 a Udine, 2 a Trieste, 2 a Gorizia e uno a Pordenone) pronti ad alzare le barricate contro le compagnie assicuratrici. Una “resistenza” anche nei confronti del disegno di legge concorrenza che modifica la Responsabilità civile.

A fornire supporto al “fortino” è Confartigianato Fvg. È stata l’associazione a selezionare i legali. «Tanti Davide si alleano contro Golia per tutelare gli interessi delle imprese e dei clienti», sottolineano il presidente regionale dei carrozzieri iscritti, Ruggero Scagnetti, e dei meccanici, elettrauto e gommisti,Daniele Canciani, l’altra sera in assemblea a Palmanova sul tema “Veicolare fiducia e sicurezza”, presente anche il presidente regionale di Confartigianato Fvg Graziano Tilatti.

«I problemi sono sempre i soliti – rileva Scagnetti –: molte questioni rimangono purtroppo irrisolte: dai tempari degli autoriparatori, gli unici a poter fornire indicazioni attendibili su quanto tempo occorra per riparare un’auto danneggiata a seguito di incidente, fino alle tariffe della manodopera». Una situazione di caos aggravata, così è emerso a Palmanova, da una riforma, quella della concorrenza che, riassume Scagnetti, «smantella la libertà di mercato e punta a demolire il nostro settore».

«Una norma inaccettabile – rincara la dose Tilatti – che scarica i dissesti del ramo Rc Auto sul settore dell’autoriparazione costringendolo a lavorare sotto costo». «L’utenza – sostiene Alessandro Ferreghini, funzionario di Confartigianato Udine – dovrà fare aggiustare il proprio mezzo da un autoriparatore indicato dalla compagnia d’assicurazione e non più da quello di sua fiducia. L’impresa individuata dovrà peraltro rispettare i tempi e i costi indicati dalle assicurazioni e sarà di fatto costretta o a lavorare sotto costo o a non eseguire il lavoro a regola d’arte». Il riferimento è al disegno di legge concorrenza di cui sono in corso le audizioni alla Camera.

A denunciare le possibili conseguenze negative è, a livello nazionale, la “Carta di Bologna”, che raduna varie associazioni capitanate da Davide Galli, presidente Federcarrozzieri. «Il ddl – è l’accusa degli operatori – limita la certezza che l’auto sia riparata bene. In alternativa al risarcimento per equivalente, viene infatti prevista la facoltà di ricevere un risarcimento in forma specifica di danni a cose. Ma, se la riparazione effettuata dal carrozziere convenzionato con la compagnia costa meno di quanto costi quella dal carrozziere indipendente, di fiducia, allora l’automobilista paga la differenza fra i due prezzi. Un danno gravissimo per la libertà di scelta della vittima».

In sostanza, se il ddl diverrà legge, «il carrozziere convenzionato dovrà lavorare alle pessime condizioni imposte dall’assicurazione, con la bassissima manodopera fissata dalla compagnia. E, per forza di cose, a pagare sarà l’automobilista danneggiato, con una vettura riparata male. E in assenza di libera scelta».

All’interno di questo meccanismo, che pare puntare a far risparmiare le compagnie assicuratrici, si aprirà una serie di contenziosi fra imprese fiduciarie e compagnie assicuratrici, con la conseguente necessità di tutelare le ditte. Per questo è nata l’idea di un pool di studi legali collegati a Roma con l’avvocato Michele Capece, consulente di Confartigianato e uno dei massimi esperti a livello nazionale del settore Rc Auto.

Quella del Friuli Venezia Giulia è una esperienza pilota in Italia. Sarà proprio Capece a coordinare il pool di legali della regione che assicureranno una assistenza convenzionata specifica dedicata alle imprese di autoriparazione.

di Marco Ballico

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il collega Francesco Balzaretti alle Iene di Italia Uno #morireperundifettodifabbrica

APAID * www.apaid.it

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Ieri sera su Italia Uno è andato in onda un servizio di Matteo Viviani sulla storia di un uomo di 40 anni che è morto per un incidente d’auto accaduto in autonomia. Secondo i verbalizzanti per responsabilità della vittima, ma questo è tutto da verificare.

Il collega Balzaretti * di Como che ho incontrato nel corso di un’altra CTU è stato chiamato dal padre della vittima a far luce sulla vera dinamica dell’incidente. La causa è ancora in corso, ma la vicenda è molto interessante.  Capita durante la carriera di un perito automobilistico di incontrare storie particolari, quasi sempre legate a fatti gravi come questo.

*Numero Iscrizione
P000004758
Nominativo
BALZARETTI FRANCESCO
Data Iscrizione
04/01/2008
Luogo Nascita
COMO
Data di Nascita
10/07/1968
Codice Fiscale
BLZFNC68L10C933T
Sede Operativa 1
VIA SOMALVICO, 9 22100 COMO (CO)

Guardate il video clickando sull’immagine Non mancheremo di seguire la vicenda e di raccontarvi il…

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Attestati e contrassegni diventano telematici

il sole 24 ore  Dal 1° luglio stop agli attestati di rischio cartacei. E dal 18 ottobre dovrebbero essere dematerializzati anche i contrassegni da esporre sul parabrezza. Il tutto in attuazione del decreto Cresci Italia (Dl 1/2012). Nel frattempo si lavora per restituire la classe di merito bonus malus a oltre 10mila automobilisti che hanno dovuto ricominciare daccapo la propria storia assicurativa dopo aver accettato una discutibile polizza omaggio all’acquisto della loro vettura nuova. Sono i tre fronti della Rc auto su cui sono in arrivo novità, illustrate ieri dall’Ivass. Ma le ricadute reali non saranno così tante come sembra.

Di fatto, ne arriveranno solo dalla smaterializzazione degli attestati di rischio, i documenti che riportano la classe bonus malus e i sinistri causati negli ultimi anni e sono da esibire alla compagnia che si sceglie al posto della precedente. Le novità scatteranno il 1° luglio e non consisteranno tanto nella possibilità di vedere il proprio attestato sul web o addirittura sui social network: l’utilità sostanziale della smaterializzazione consiste nel fatto che la nuova compagnia ricaverà da sé l’attestato, consultando la banca dati Ania, che quindi avrà valenza ufficiale (infatti le compagnie che non la alimenteranno saranno sanzionate). Così diminuiranno le frodi assuntive, che si hanno quando un cliente falsifica l’attestato per ottenere una classe migliore. Resterà un “buco” per i sinistri degli ultimi tre mesi; Ivass e compagnie stanno lavorando per arrivare a censire anche quelli.
L’attestato di rischio telematico conterrà non più solo il nome del contraente, ma anche quello del proprietario del mezzo. Così dovrebbe essere più difficile “barare”, per esempio dichiarando che il contraente risiede in una provincia dove si paga meno.
Poca importanza avrà invece la smaterializzazione del contrassegno, che dovrebbe scattare dal 18 ottobre: l’assenza del documento sul parabrezza non faciliterà i controlli su strada, che si vorrebbe sostituire con quelli automatici a distanza. I quali sono però lontani (si veda l’articolo a sinistra) dal realizzarsi.
Quanto alle polizze gratis che fanno perdere la classe perché non hanno la formula del bonus malus ma quella a libro matricola (si veda Il Sole 24 Ore del 10 marzo), le proposte di soluzione venute dal tavolo Ivass-consumatori non vanno aldilà di una moral suasion verso le compagnie affinché considerino l’annualità coperta da tali polizze come ugualmente valida ai fini dell’attestato di rischio. Konsumer Italia ha però chiesto che l’Ivass faccia una circolare che dia valore obbligatorio a questa interpretazione.
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Maurizio Caprino

 

Riforma Rca: per il risarcimento servirà la fattura del carrozziere

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CARROZZIERE FEDERCARROZZIERI    Tra le novità del Ddl Concorrenza, che in questi giorni inzia il suo iter alla Camera, sbuca l’obbligo di mostrare la fattura del carrozziere per ottenere il risarcimento. L’automobilista viene spinto ad affidarsi al “risarcimento per equivalente”

Tra le norme del Ddl Concorrenza, che in questi giorni sta per iniziare il suo iter alla Camera, sbuca l’obbligo di mostrare la fattura del carrozziere per ottenere il risarcimento dell’incidente stradale.
In pratica le compagnie assicurative, per evitare che un automobilista incidentato presenti preventivi gonfiati, subordineranno il pagamento del danno alla presentazione del relativo documento fiscale.I preventivi, da quanto sembra di capire, sarebbero quindi “banditi”, con le conseguenze che ciò comporta. Nel caso (legittimo) in cui il carrozziere non voglia rilasciare la fattura prima di aver ricevuto il pagamento per la riparazione effettuata, il danneggiato sarà infatti costretto ad anticipare l’esborso ancor prima di ottenere il risarcimento dell’assicurazione, con il rischio…

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Indennizzo diretto obbligatorio anche per Fondo per le vittime della strada

Giudice di Pace Fermo, sentenza 06.02.2015

incidente_auto1_200  Con la presente sentenza il Giudice di Pace di Fermo, si trova a dirimere una controversia insorta in materia di infortunistica stradale, in cui viene citato per il risarcimento diretto il Fondo Garanzia Vittime della strada affinché provveda alla liquidazione degli stessi provocati dal responsabile del sinistro, senza che possa esimersi dal procedere stando al combinato disposto degli artt. 149 e 283 del Codice Assicurazioni.

In questa sentenza il giudice di Pace di Fermo analizza le eventualità che scaturiscono in costanza di sinistro al fine di stabilirne la responsabilità e tutte le implicazioni relative al risarcimento danni previo richiesta diretta. Prodromica ad ogni tipo di valutazione è l’analisi della dinamica e punto cardine per la definizione della responsabilità e per l’obbligo di risarcire è la lettura degli artt. 149 e 283 in combinato disposto, del Codice Assicurazioni.

La norma di cui all’art. 283 afferma che il Fondo Garanzie Vittime della strada è tenuto a risarcire i danni causati dalla circolazione dei veicoli e dei natanti, ma non lascia intendere che sia esonerato dal provvedervi in caso di risarcimento diretto se a tale norma raccordiamo la lettura dell’art. 149, dal quale si apprende che se viene presentata richiesta di risarcimento diretto il Fondo è obbligato a provvedervi, salvo poi a regolare autonomamente i rapporti con la società assicuratrice , del responsabile del sinistro detto anche danneggiante, per la quale interviene.

Inoltre, laddove l’impresa di assicurazione del danneggiato sia posta in liquidazione amministrativa, il giudizio continuerà nei confronti del commissario liquidatore e dell’impresa designata. Conferma ulteriore della legittimità dell’obbligo in capo al Fondo Garanzia di provvedere alla liquidazione del risarcimento diretto, lo si desume anche dall’art. 1 del medesimo Codice,  in cui si dispone che normalmente il responsabile del danno va citato solo in tre casi, e che sono  rispettivamente quando il veicolo responsabile del sinistro non abbia copertura assicurativa, oppure quando il veicolo sia stato spedito in Italia da altro Stato in cui risulti  essere responsabile di un sinistro nello stesso periodo o in ultimo quando il sinistro sia causato da un veicolo con targa diversa o non corrispondente.

Liquidabile sarà anche il danno da fermo tecnico, come affermato da Cassazione civile 23916/2006, conformemente al principio giurisprudenziale  che stabilisce che il risarcimento del danno da fatto illecito ha la funzione di ricondurre il patrimonio del danneggiato nella medesima condizione in cui si sarebbe trovato se non fosse intervenuto l’evento lesivo.

Nota di Alessandra Agrillo)